Stanotte Sonno non è ancora arrivato. Avrà trovato traffico, lo attendo qui nel letto. E’ un paradosso come d’estate, quando siamo più liberi e i giovani scalmanati in discoteca, Sonno trovi traffico. La tangenziale delle 3 del mattino è bloccata, così sono ancora qui ad aspettarlo.
Mi rotolo nel letto, caldo, un pollo che brucia nel grill, mi giro, volteggio. Lui non arriva. Decido di accendere la tivù: dicono che la tivù di notte sia un altro mondo, ma il poliziesco sul 3 mi ricorda che anche nella tivù di notte si muore.
Provo a fargli uno squillo, niente. Ma dove cazzo è finito? Cerco di non pensarci mentre mando una in fila all’altra le canzoni. Questa no, questa no, questa no.
No mi inizio a preoccupare, sta a vedere che ha bucato una gomma. O peggio si è dimenticato di me. I minuti di notte sono più lunghi, ti danno tempo di riordinare i pensieri, togliere i nodi ai tendini e calmare le sinapsi del cuore.
Chiamo la polizia.
“Scusi salve. Chiamo dalla città che dorme, sto aspettando Sonno ma credo gli sia successo qualcosa. Doveva passare di qua più di tre ore fa ma non è ancora arrivato. Credo gli sia successo qualcosa”.
“Aspetti signorina che controllo le segnalazioni. Ah si, forse questa le può essere d’aiuto. Parlano di un’autovettura che a folle velocità si è lanciata giù dal cavalcavia precipitando a terra. Mi spiace signorina, forse Sonno l’ha abbandonata”.
Non è possibile, non può essere.
Mi precipito all’ospedale, giace nella barella. E’ ancora vivo, mi avvicino. Mi sorride, mi nasce una lacrima.
“Sonno ma cos’è successo?”.
“Mi vergogno di quello che ho fatto, non ne potevo più. Ho deciso di farla finita”.
“Ma Sonno sei pazzo, perchè? Grazie a Dio sei ancora qui”.
“Non ce la facevo più. Ogni sera venivo a casa tua in punta di piedi, ti abbracciavo, ti coccolavo, ti stringevo piano tra le mie braccia. Sorridevi. E tu, brutta stronza, cosa facevi? Sognavi lui. Era straziante essere lì con te, respirare il profumo della tua pelle molle e non dirti che ti amavo. Continuavo ad abbracciarti per schiacciarti a me, ma tu pensavi a Lui”.
Questa sera, Sonno non entrerà in camera mia in punta di piedi. Ha deciso di non farsi più vedere per un pò. E io sono tutta sola, non penso a niente.
Non penso a Lui, non penso a Te.
Cascina Burrona, fermata Cascina Burrona.