Poi cambi la rossa per la fiera.

Con la paura del controllore ci gioco a carte a fine mese.

laverdefinoacadorna@gmail.com

Jun 16

Ai semafori di Milano fa caldo. Vedi il vapore che sale, annebbia la vista e si miscela al sudore dei caschi colorati, al profumo di plastica dei cruscotti scottati e della pelle delle braccia che spuntano dalle auto e tintellano ritmi di canzoni latineggianti.

La calca si affolla e insieme si attende il verde. Ci si guarda in giro, si osservano i passanti che corrono sulle strisce bianche, si chiacchiera con i compagni di viaggio. Ma c’è una cosa che nessuno nota.

Ed è la partenza. Quando scatta il via libera, tutto si rompe. Bisogna correre, via. Forti nel vento partono i motorini che bruciano le suole per arrivare prima, per bruciare le goffe auto e correre correre fino al prossimo incrocio, dove ci fermeremo. Ancora tutti assieme.

Ogni volta che I. passa un incrocio, in bicicletta, un pò scoppia a ridere. Vede quei motorini come cavalli a cui si tirano strette le briglie, come quelle molle colorate che compravi a Gardaland pronte a scoppiare e saltare in giro per casa. Così pronti a volare via.

Prendiamo la macchina il giovedì pomeriggio, andiamo in campagna dove il Naviglio si disfa di aperitivi e barconi. Al semaforo, non tirare fuori il braccio. Prendimi la testa e direzionala verso le tue labbra. Schioccami un bacio alla benzina, finestrini su ma con l’aria condizionata a palla.

Abbiategrasso, fermata Abbiategrasso.


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