Sono 1095 giorni, 26280 ore ed interminabili secondi: semplificati fanno 3 anni.
3 come le persone che hai vissuto e di cui non potrei fare a meno, 3 come le pagine del libretto che ti hanno riempito con numeri e illeggibili firme, 3 è il piano delle macchinette e delle fotocopiatrici, 3 i letti, le cucine, le docce che hai cambiato, 3 i minuti casa/Morozzo, Morozzo/casa.
Se ti chiedessero di riassumere con una parola un universitario, tu diresti slides.
Infiniti fogli dalla grafica orrenda che riassumono il necessario. “Studi quelle e sei a posto”. Fogli, risme di parole, cerchi che si attaccano a quadrati che si attaccano a delle frecce, fogli. Ancora fogli che finisco a riempire la scrivania, a fermare la porta della camera, a prendere pulviscoli grigi e stringerli a sè. Peggio, nel dimenticatoio.
L’università italiana ha tanti problemi, ma nessuno ha voglia di pensarci.
Così anche io non ci penso, oggi, dopo 3 anni, accendo il pc.
Apro la pagina del docente e scarico quelle slides. Le stampo.
E vi rileggo la mia vita.
“Studia quelle, l’esame per frequentanti è solo su quelle”
S. Ambrogio, fermata S.Ambrogio.