Milan l’è un grand Milan. Sto cazzo.
G. tifoso sconfitto, puzza di sudore. Torna con un cappellino sbiadito dal sole patito. Sto cazzo, ripete in continuazione. Bestemmia il calcio sporco, sporco in viso dal fumo arancione che ha sparato in curva.
Non ci morirò a Milano, sto cazzo.
Quando viene bel tempo cosa fai? Una passeggiata nell’asfalto sotto il sole a trecento gradi.
Io a Milano non ci morirò.
Così prendo il treno ogni fine settimana; un treno sporco come G. che ora si è alzato, scende. No, scappa. Scappa! Corri! Veloce! Passa sta cazzo di palla!
E’ un calcio malato, rubano le partite.
Così come tu mi rubi di venerdì a Milano.
Portami alla bocca come l’arbitro porta alla bocca il fischietto.
E fischia l’inizio della nostra partita.
Lambrate, fermata Lambrate.