Poi cambi la rossa per la fiera.

Con la paura del controllore ci gioco a carte a fine mese.

laverdefinoacadorna@gmail.com

Dec 3

Tu hai da scegliere ogni mattina su che carrozza salire. Ogni giorno fai un test con te stesso. Prendi la prima uscita a destra, percorri il pavimento a bolli neri. Con le tue scarpe buffe li schiacci tutti e ti posizioni nel primo posto.

Vicino all’orologio, più avanti di ieri, più indietro di domani.

Le tue scarpe indietreggiano la linea gialla, i binari elettrici e attendi. Tra un minuto arriverà la metro. Finisci nella prima carrozza, c’è un posto libero. Ti siedi, ti allarghi la sciarpa e alzi la musica.Nella prima carrozza ti trovi bene, sei sempre stato il primo della classe.

C’è una ragazza davanti a te, ha i capelli scuri, le lentiggini. La prima carrozza ti piace, lei ti piace. Scendi alla fermata successiva.

Il giorno dopo scendi le scale mobili, prendi l’altra uscita più buia, più aguzza. Lasci alle spalle le macchinette e risali la corrente dei pendolari della rossa che guizzano nella verde.

Oggi sei indietro, più passato del presente, più indietro di ieri.

Oggi hai cambiato le scarpe, quelle nere a punta scavalcano la linea gialla. Il brivido dei piedi lunghi a pochi centimetri dal vuoto. Oggi la porta ti si apre davanti. ti invita ad entrare ed accomodarti. Non c’è nessuno.

C’è solo una ragazza con i boccoli scuri poi più chiari, poggia la testa a destra e con una mano si nasconde uno zigomo. Ha le tue stesse cuffie, ha i tuoi stessi occhi. Ha forse il tutto di te.

Sei diffidente. Ma ti piace. Ti piace sia lei che l’altra lei. Ma scendi alla prossima fermata.

Domani, invece, ti piazzerai al centro, avrai le stesse scarpe di ieri ma i calzini di oggi. Le stesse cuffie di oggi, i tuoi occhi di sempre.

Sei solo al centro del binario. Le porte ti si aprono davanti e tu entri. Non c’è nessuno, né lei né lei.

Ti specchi nel muro nero che corre con te, davanti a te. Sei solo, troppo solo. Fa anche un po’ freddo.

I vagoni sono otto. Tu sei nel centro esatto, un’uguale distanza da lei a lei.

Preferisci la prima carrozza o l’ultima? I boccoli scuri o le lentiggini? Preferisci me a lei?

L’incertezza ti schiaccia, la decisione ti spezza. Ora hai caldo. Allarghi la sciarpa, allarghi anche la camicia. Scendi ad una fermata prima della solita fermata successiva.

Scendi solo. La metro se ne va, ti abbandona sul binario. Solo. L’uscita verde ti è davanti, sei ancora incollato al centro. Decidi.

Ti giri indietro (da lei) e salti in avanti (da lei). Ti addormenti secco a terra e ti lasci schiacciare dal ferro.

Alla fine hai deciso.

Non ci sarà nessuna lei, nessuna io.

Porta Genova, fermata Porta Genova.


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