Vorrei scopare con te.
Farti sentire la mia pelle croccare sulla tua, lisciare forte verso il basso per poi tornare su veloce. Come il gesso sulla lavagna nuovo, quando è ancora perfetto e fa un rumore di unghie. Così le mie unghie si inficcano nel tuo corpo, mi arrampico o mi tengo stretta per non cadere giù. Vorrei miscelare il mio sudore al tuo, una pozione magica. O forse un filtro d’amore. Semplicemente una reazione fisica allo sforzo. Spingere forte fin quando mi viene fame, allora smettere. E rimangiarti tutto.
Scoprire che colore hanno le tue lenzuola, se sono imbarazzanti con i fiori. A tinta unita blu per far risaltare il tuo corpo pallido. Alzare gli occhi al cielo e vedere un altro soffitto, come quando vai a dormire in una casa nuova, tocchi il muro per capire da che parte è. Toccherei a destra e troverei te. Freddo come il muro. Meno ruvido però.
Vorrei scoparti. Prendere la paletta e farti su. Cacciarti via. O meglio soffiare sulla polvere così che tu possa impollinare altre persone, depositarti nelle loro case ed imbruttire l’argenteria.
Bonola, fermata Bonola.