Poi cambi la rossa per la fiera.

Con la paura del controllore ci gioco a carte a fine mese.

laverdefinoacadorna@gmail.com

Sep 26

Spinge la chitarra, taglia le corde, schiaccia il pedale. Dietro due bacchette picchiano, su giù, destra e sinista. A fianco, il basso, sarà per il nome, si allunga verso il pavimento. Sembra non sentirti, velluta le note. Davanti la folla si schiaccia, le guance si chiudono mordendo la lingua, il gomito si piega a toccare la caviglia. I corpi sono molli, i nervi tesi si richiudono quando schiaccia il re minore. Fa caldo, c’è chi fuma, chi beve, chi semplicemente ascolta.

Poi c’è lei, a sinistra. La transenna le scalfisce il petto, domani lo sterno farà i capricci. E’ ferma, la folla non la tocca. Forse ha una capsula di vetro che la protegge, piange. Le lacrime colano sul cuore, colano giù, giù sul pavimento. Si rompe la capsula, le pestano le lacrime. Una scarpa le uccide, impastandole al sudore che sale dalle piastrelle.

Il rock è la musica dei duri, dei chiodi in pelle, delle scarpe con il carrarmato, delle borchie. Eppure quando sento la tua canzone rock mi sento tanto molle.

Udine, fermata Udine.


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