Ad agosto il campo perde il suo grano, che viene mangiato dalle pale meccaniche della trebbiatrice che, come un gatto, si diverte a sputarlo fuori a forma di palla. Il contadino mette la benzina nella grossa macchina e scivola sulla terra che si spoglia della pelliccia e si lascia coccolare dal caldo secco dell’agosto che finisce. Un pò spiace perdere un compagno di calura, ma tornerà la prossima primavera. Tornerà il contadino e tornerà il grano. Così per sempre, fregandocene del maggese.
Ogni volta che T. vede A. s’infiamma come una spiga sotto il sole. Non si frena, lasciandosi vincere dai nervi che si muovono al ritmo di quella cosa chiamata “attrazione fisica”. Chimica? Forse. Più una piacevole sensazione di sapere che il grano torna sempre ad arricchire il campo. Puoi concimare il terreno con dei baci, con degli sguardi per rendere il cereale più forte, più saporito in bocca. L’attrazione fisica è un pò come il pesticida del contadino, può far male. Ma non ci importa.
Rimarrà l’attrazione fisica? Rimarrà per sempre la costante che moltiplica le mie attenzioni verso i tuoi sguardi? Sarò destinata a perdere il senno ogni volta che ti vedo?
Non lo possiamo dire. Magari è come Jude Law, sarà sempre bello anche se stempiato.
Gambara, fermata Gambara.