Poi cambi la rossa per la fiera.

Con la paura del controllore ci gioco a carte a fine mese.

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Aug 26

A. sente i cavalli nelle vene, gonfiarsi il petto, cavalli correre dai piedi diretti al cuore dove si terrà il palio. A. stasera non la ferma nessuno; sfoderà un corpo lasciato a lievitare per anni, teso dentro un vestito nero aperto sulle finestre davanti.

Quelle finestre che ti aprono sul mondo, dove tutti gli uomini vogliono affacciarsi. Altra storia il balcone di Giulietta. Nel balconcino di A. non c’è amore, solo qualche sguardo di uomini da coccolare.

L’estate nella calca delle discoteche del mare è piena di A., ragazze disposte a tutto, ragazze che vogliono solo divertirsi. L’atmosfera si fa sudata, appiccicosa, quasi come la salsedine. Suda la gente accorsa per aprire le gambe e lasciarsi pizzicare, lasciarsi pungere, lasciare il segno su una donna, il segno di scritta sul muro. Presentarsi le lingue, leccarsi le gengive a vicenda.

A. spavalda spintona i cavalli per arrivare a C.. Relativamente bello, sudato, bello.

Il gallo canta al mattino e sveglia il contadino; C. al mattino canta in un prato bagnato di rugiada, di sudore. Profumo bucolico di ginocchia sfregate al suolo, di ansimi in risposta al canto del gallo.

L’incontro tra A. e C. è B., quel sesso di cui ogni tanto si ha bisogno giusto per ricordarsi come si fa. Quel sesso B., bello.

Centrale, fermata Centrale.


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